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I Rover e le Scolte in servizio educativo in Associazione

by mythsmith last modified 2008-01-05 02:34 PM

Documento ad uso interno della coca sul ruolo dei rover e delle scolte in servizio. Invisibile agli altri utenti.

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Gruppo Modena 1 – San Faustino





Via Giardini, 231 – 41100 Modena – 059/350266 modena1.sanfaustino@virgilio.it


Riunione del 04 Novembre 2004



I Rover e le Scolte in servizio educativo in Associazione



La nostra riflessione nasce dall’esigenza di definire che cosa sono un Rover ed una Scolta in servizio associativo, che ruolo hanno, quali sono i loro rapporti con lo Staff di cui entrano a far parte, quali sono le finalità del loro servizio e via discorrendo.


Riteniamo innanzitutto che il servizio che un R/S svolge debba rispondere ad una reale esigenza. Non dobbiamo con ciò intendere che l’R/S in servizio colmi le “lacune” dello Staff, lacune che, ove presenti, devono essere colmate dalla Comunità Capi, ed a cui i ragazzi NON sono chiamati a porre rimedio. Intendiamo però che il Rover e la Scolta debbano essere inseriti in una realtà in cui riescano effettivamente e fattivamente a “rendersi utili ed aiutare gli altri”. Non devono però essere i capri su cui si scaricano i lavori pratici e noiosi. Il Rover e la Scolta in servizio devono essere per lo Staff una ricchezza piuttosto che elementi indispensabili o, ancora peggio, di troppo. Questo ci porta ed escludere, in linea di massima, l’inserimento di più Rover/Scolte in Staff già numerosi.


Il Rover e la Scolta devono poter apprendere ed approfondire tramite il servizio associativo alcuni elementi che riteniamo siano presenti in ogni tipo di servizio, ma che forse nello scoutismo sono più strutturati e costanti nella vita del Capo: l’importanza della continuità, l’individuazione di uno scopo in quello che si fa, la tensione a formarsi, il progettare il proprio fare servizio ed il verificarlo in maniera cadenzata…… Tutti questi concetti saranno già stati espressi all’R/S sin dal suo ingesso in Comunità di Clan/Fuoco, ma dovrà essere cura dei capi dello Staff, mediante il loro esempio, farli vivere e sperimentare.


Il Rover e la Scolta in servizio associativo non hanno un ruolo educativo: nel senso che essi non sono ancora educatori, non hanno compiuto questo tipo di scelta, e non possiedono ancora gli strumenti del metodo al di là della personale sensibilità educativa. Non riteniamo quindi giusto richiedere loro cose che non possono ancora dare, e sarà cura dello Staff (e dei Capi Unità in particolare) evitare che il Rover e la Scolta siano lasciati da soli a gestire attività e situazioni che superano il loro ruolo, le loro capacità, le loro qualità.

Il Rover e la Scolta hanno però una precisa responsabilità educativa. Essendo lo scoutismo un metodo basato sull’autoeducazione guidata dall’esempio e la testimonianza del Capo, è importante che l’R/S impari subito che la sua relazione con i bambini/ragazzi è di tipo educativo, e che lui ha un ruolo di educatore/testimone. L’R/S deve essere cosciente che i ragazzi guardano a lui come ad un capo, al di là di eventuali battute sul suo ruolo, e che quindi eventuali meriti o errori nel testimoniare i valori dello scoutismo e della fede sono una sua precisa responsabilità. Questo anche in considerazione della sua età ormai adulta.


Il Rover e la Scolta in servizio devono anche poter aumentare la loro conoscenza del metodo della Branca in cui si trovano. Senza pretendere di farne dei Capi prima del tempo, è però importante che vengano loro spiegati gli strumenti salienti del Branco o del Reparto, e che ne capiscano il senso. La sensibilità educativa non può essere slegata dalla competenza.

Lo Staff ed i Capi Unità in particolare porranno particolare attenzione a che il Rover e la Scolta in servizio crescano progressivamente nella loro competenza.


Per poter realizzare quanto sopra discusso il Rover e la Scolta in servizio dovranno essere presenti il più possibile alle attività dell’Unità, sia in fase di progettazione che di realizzazione e svolgimento. Ciò compatibilmente con le attività della Comunità di Clan/Fuoco. Il Rover e la Scolta partecipano a tutte le fasi di progettazione, confronto metodologico, e verifica assieme allo Staff. Sarà cura dei Capi Unità, eventualmente supportati dai Capi Clan e/o dalla Comunità Capi, decidere quando non sia il caso di far partecipare il Rover e la Scolta a determinate verifiche interne allo Staff, oppure metterlo al corrente di determinate decisioni discusse in Comunità Capi, oppure metterlo a conoscenza delle situazioni sociali e familiari che investono alcuni ragazzi. Tutto ciò tenendo ferma la necessità che il Rover e la Scolta non vedano solo una facciata del servizio che stanno svolgendo, ma possano viverlo al massimo della sua interezza e complessità.


A partire dal clima di condivisione, rispetto, e correzione fraterna che vogliamo caratterizzi la nostra Comunità Capi, lo Staff R/S avrà piena fiducia nel lavoro fatto dagli Staff di Branca L/C e E/G, pur senza demandare ad essi in toto l’attenzione e la cura dei Rover e Scolte loro affidati.

Per permettere ciò è importante che all’inizio di ogni anno ci sia una presentazione seria e profonda dei ragazzi che si apprestano a fare servizio da parte dei Capi Clan, in particolare riguardo alle loro qualità, sensibilità, emergenze, Progressione Personale, e non da ultimo le aspettative e gli obbiettivi che si hanno su di essi. Durante l’anno sarà necessario un continuo scambio di impressioni e verifiche tra i Capi Clan e gli Staff, i Capi Unità in particolare, soprattutto prima dei momenti nodali che scandiscono la vita della Comunità di Clan/Fuoco, come ad esempio il Punto della Strada, eventuali verifiche dei Servizi e così via.

Il servizio educativo in Associazione è una proposta che riteniamo fondamentale che un Rover/Scolta viva almeno per un anno nel suo cammino prima della Partenza. Non è però un automatismo, nel senso che come ogni altra esperienza di servizio andrà contestualizzata nell’ambito della Progressione Personale propria del ragazzo/a.

Considerato che generalmente i ragazzi/e arrivano a prendere la Partenza nel corso del quarto anno di Clan/Fuoco, riconoscendo inoltre la presenza di caratteristiche legate all’età, alle esperienze comuni di un’annata, e ragioni di opportunità pratica, ma fermo restando quanto già detto riguardo alla “personalità” dell’esperienza, riteniamo che il terzo anno di Clan/Fuoco sia verosimilmente quello più indicato per svolgere il servizio associativo.

Per quanto riguarda il quarto anno, i cui componenti auspichiamo possano tutti essere definiti come “Partenti”, la scelta tra il servizio in Associazione o in realtà esterne non dovrà più essere una proposta dei Capi Clan/Fuoco, ma un importante terreno di maturazione o verifica dell’ormai imminente scelta di Partenza da parte del ragazzo/a, ed un fondamentale metro di valutazione per lo Staff riguardo al riconoscimento della Partenza stessa.

Durante il secondo anno di Clan/Fuoco riteniamo meno probabile che un ragazzo abbia già raggiunto la maturità necessaria per poter apprezzare appieno questo tipo di proposta. Inoltre il campo di scelta sarebbe ristretto al solo servizio in Branco, data la compresenza in Reparto di ragazzi che sono stati loro compagni di Avventura. Ciononostante nel momento in cui si presentassero motivazioni in senso contrario legate al numero dei componenti del Clan/Fuoco, alla maturità e/o necessità dei singoli ragazzi, o altre ancora, sarà precisa responsabilità dello Staff R/S discutere l’opportunità che ragazzi/e al secondo anno svolgano servizio in Branca, e la maniera più opportuna per presentare la cosa alla Comunità di Clan/Fuoco. Questo dovrà in linea di massima avvenire rigettando la soluzione dell’o tutti o nessuno, e sicuramente condividendo la riflessione con la Comunità Capi.

Vediamo con favore che alcuni Rover e Scolte prestino servizio presso altre realtà Scout. Cercheremo però realtà con cui possa essere attuato l’intenso scambio di cui si diceva, e che siano coerenti con il progetto che vi è su ogni ragazzo. Anche in tal caso è fondamentale che la scelta venga condivisa dalla Comunità Capi tutta.


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