VinciUnaMini e le scatole cinesi della privacy
Quanto costa la tua carta d’identità? Lo chiedo a te, perché sei tu a deciderne il prezzo. Secondo Adalniti International Network Ltd., promotrice del concorso online VinciUnaMini, vale 15000€ all’anno. Ovvero il premio messo in palio un anno fa: una mini modello base, con qualche opzione di personalizzazione.
Quanto costa la tua carta d’identità?
Lo chiedo a te, perché sei tu a deciderne il prezzo.
Secondo Adalniti International Network Ltd., promotrice del concorso online VinciUnaMini, vale 15000€ all’anno. Ovvero il premio messo in palio un anno fa: una mini modello base, con qualche opzione di personalizzazione.
Per iscriverti al concorso devi compilare un formulario con tutti i tuoi dati personali, quelli veri, che stanno sulla carta d’identità. Altrimenti nel caso dovessi vincere non ti sarà corrisposta alcuna Mini e la vincita verrà devoluta (come si legge sul regolamento del concorso).
Basta. Non ti viene richiesto altro.
Non è che se compri la merendina hai una probabilità su ottocentomiliardi di vincere una crocera sulle Ande. Bastano i tuoi dati personali, quelli veri, scritti sulla carta d’identità, per sognare la Mini.
Non sappiamo quante persone abbiano aderito, e che partecipazione Adalniti abbia previsto. Fatto sta che l’azienda, che si occupa di marketing online, raccolta dati e ricerche di mercato, ha deciso di investire questi 15000€ per rastrellare in un anno quanti più riferimenti personali veritieri possibile – pescando a caso dalla rete.
E cosa se ne fa di questi dati?
Basta leggere le condizioni di privacy. Riporto testualmente:
Quando l’utente si registra e accetta le condizioni della promozione, accetta che i suoi dati formino parte dei file di Adsalsa Italy Branch, Aldaniti International Network Ltd., Hotelbono, Promoferte, Clicca Lavoro, Bottega Verde, Easy Viaggio, Offerteonline, Solo X Te, Etoile Media Europe, adSalsa Publicidad s.l., Let’s Bonus, adapto srl, Shoppingprivato . Quindi, dopo essersi registrato, l’utente accetta la politica di tutela della privacy d’ognuno d’essi. Di seguito si espongono le riferite politiche.
Di seguito vengono riportati 14, dico quattordici link a informative sulla privacy diverse. Iscrivendosi al concorso si sottoscrivono tutte e quattordici le informative. Quindi per esempio qualora un giorno l’iscritto volesse rimuovere i suoi dati dall’archivio di Adalniti, non basterebbe comunicarlo a loro, ma occorrerebbe rivolgersi uno per uno a tutti i partner dei quali si sono sottoscritte le informative. La rimozione dei dati viene formalmente garantita, ma diviene così praticamente impossibile.
Ho subito scritto al CODACONS per avere delucidazioni. È legale creare una politica sulla privacy a scatole cinesi, sottoscrivendo la quale si accettando altre condizioni (14 in questo caso)? E dunque, se fosse legale, ciascuna di queste quattordici informative potrebbe includere implicitamente altre condizioni, e via di seguito all’infinito, in un frattale di condizioni e clausole inconoscibile?
Non lo so. Ma questa storia fa riflettere: c’è qualcuno disposto ad investire 15000€/anno per ottenere dati personali “a casaccio”, ma veritieri, e ci sono aziende disposte a comprare questi contatti rifondendo l’investimento iniziale con gli interessi. Difatti, subito dopo l’iscrizione mi sono arrivate qualcosa come una trentina di email pubblicitarie da ogni dove.
Forse aprendo il portafoglio ho sempre attribuito valore ai fogli sbagliati.
Originariamente pubblicato su Gheminga



